Utenza e lurkanza, siamo alla sesta settimana dell’iniziativa Prompt di Scorta! Avreste creduto che saremmo durati così a lungo? Purtroppo neanche noi. Conoscete le regole quindi non indugiamo oltre, ma vi ricordiamo che i prompt delle scorse settimane restano validi fino al termine dell’iniziativa, e potete visitare le relative pagine in qualunque momento!
Settimane precedenti: Week 1 – Week 2 – Week 3 – Week 4 – Week 5
Ogni settimana, fino alla fine delle misure che ci costringono nostro malgrado a casa, vi offriremo un box di cinque prompt amorevolmente e personalmente selezionati per voi dai cinque membri dell’amministrazione del sito!
Vi rimandiamo a quanto già dichiarato in precedenza anche per il regolamento dell’iniziativa.
La fine dell’iniziativa è fissata con la fine delle misure di contenimento, creeremo prompt box a oltranza. Stay Safe!
(20-26 aprile)
D8) Immagine
F8) Ripicca
J8) I want it that way, Backstreet Boys
L8) “Tu mi odiavi, e questo odio era per noi un vincolo altrettanto forte che quello dell’amore.” (Le braci, Sándor Márai)
W8) Mistaken for Gay


Fandom: Crossover: Avengers/Transformers
Prompt: F6) Ripicca
Il colosso di ferro torna a casa
Steven si sedette accanto a Tony, davanti a ciò che rimaneva di una casetta di legno in mezzo al bosco. Di fronte a loro c’era un grande lago in cui si rifletteva la luce del sole.
“Tu vivevi qui?” domandò Stark.
Rogers annuì, incrociando le gambe.
“Quella stalla era già un rudere quando ci stavo io” rispose. Chiuse gli occhi ed inspirò l’aria estiva. “Non ci siamo stati a lungo. Quando è iniziata la guerra eravamo di nuovo in città. Mia madre era un’infermiera in prima linea”.
– Hanno tutti la sindrome dell’eroe in famiglia – pensò Tony.
Gli domandò: “Quando parli del fatto che ti piacerebbe vivere in campagna, in una casetta con le rose, intendi qui?”.
Steve si grattò il collo.
“Già”.
“Sai, potresti ricostruirla. Se hai bisogno di soldi per la ristrutturazione, posso prestarteli io” propose Tony.
Steve si passò l’indice sotto il naso.
“Ti devo già un favore per avermi aiutato con quel ‘robot gigante’”.
Tony rise.
“Quello è stato gusto personale. Quando mi ricapita di poter ridare linfa vitale ad un’intera specie aliena di macchine senzienti? Per loro sono stato un dio che ha ridato anima e vita…”. Allargò le braccia e piegò le labbra in un ghigno più marcato. “Inoltre ho distrutto un gigantesco robot assassino che si nascondeva come un demone nelle viscere del nostro pianeta, spacciandosi per la Terra stessa”.
Steven si passò l’indice sul sopracciglio.
“Ho la vaga sensazione che te ne vanterai parecchio con Pepper nei prossimi giorni”.
Tony chiuse gli occhi ed espirò dalle narici.
“Ci siamo lasciati. La mia segretaria mi sta facendo una ripicca per la mia decisione di continuare a fare Iron-man”.
Steven ribatté: “Penso che abbia solo paura di perderti. La capisco. Anche io non vorrei perdere qualcuno come te”.
Tony lo guardò negli occhi, sporgendosi in avanti e lo vide arrossire.
“Per te non è un problema che il grosso robot ha preso il volo? In fondo era tuo amico”.
Steve strinse le labbra fino a farle sbiancare, pensando: < Ha finalmente fatto pace col suo re. Adesso potrà crescere le sue larve e riprendere il suo posto nell’universo. Al contrario di me, che sono in un altro tempo e non so bene cosa dovrei fare della mia vita -.
“Lui starà bene. Tu, piuttosto, come pensi di cavartela da solo? Mi preoccupa saperti senza la signorina Potts” mormorò Rogers.
Tony chiuse gli occhi e gli posò la testa sulla spalla.
“Sai, credevo che anche tu volessi fare una ripicca. Che mi odiassi perché ti ricordavo mio padre. Quando hai iniziato ad associarmi a quel tuo ‘strano’ mentore hai acquistato punti, Cap”.
– Ho imparato a conoscere lati di te che non sono male, anzi. Anche se amare i fumetti di Superman è proprio da vecchi – pensò.
Steven gli sorrise, massaggiandogli la schiena, rispondendogli: “Io non ti odio, tutt’altro”.
“Sai, non mi dispiacerebbe rimettere in sesto questa casa e viverci con te. La prossima volta che vorrai aiuto potrai trovarmi a chilometro zero” mormorò Stark.
Steve corrugò la fronte.
“Non dispiacerebbe neanche a me”.
“Potremmo riempire il giardino di animali. Con giardino intendo questa porzione di bosco intorno alla casa. Mi piacerebbe prendere un alpaca e qualche lama” rifletté Tony.
Steve ridacchiò.
“Ci sto, ma voglio anche un bel cane peloso da pastore”. Alzò lo sguardo, iniziavano a vedersi le stelle.
– Lassù, tra quelle, c’è anche Cybertron. Finalmente le torture sono finite per entrambi, amico mio. Ora sei a casa – pensò. Abbassò lo sguardo su Tony. – Forse anche io ne sto finalmente trovando una -.
Fandom: Harry Potter
Prompt: D6) Immagine
Spirito perduto
“Sai, si dice che in questa foresta ci siano degli spiriti” disse Luna con voce leggiadra. Girò su se stessa, facendo ondeggiare i capelli biondo platino e si fermò a guardare le lucciole, con gli sporgenti.
Hermione sospirò pesantemente, guardando la mappa.
“Non è possibile. A quest’ora saremmo dovute già essere fuori”. Pestò col piede per terra e sbuffò sonoramente. “Io non capisco cosa salta in mente ai professori! Mandare gli studenti nella foresta proibita non può essere l’unico modo che conoscono per metterli in punizione”. Guardò Luna e fece una smorfia.
“Sveglia, ad Hogwarts è pieno di fantasmi!” la richiamò.
Luna scosse il capo.
“Ho detto spiriti, non fantasmi. Sono due cose diverse, anche se penso che il Barone sanguinario prima o poi si tramuterà”. Intrecciò le mani dietro la schiena, piegandosi in avanti. “Il primo fu un uomo senza magia…”.
Hermione roteò gli occhi, interrompendola: “Non siamo in America. Evitiamo sciocchezze come No-Mag. Diciamo le cose come stanno: ‘babbano’”.
“… Si perse e non riuscì più a uscire. Era un ninja orientale, cercava i fulmini…”. Proseguì Luna.
Hermione gemette esasperata: “Hagrid, dove sei?”.
si lamentò mentalmente.
Fandom: Harry Potter
Prompt: W6) Mistaken for Gay
I’m not gay
“Come devo dirtelo. Io non sono gay” si lamentò Cedric infilando le mani in tasca. Raggiunse una roccia con un calcio e socchiuse gli occhi.
“Hai detto ad Harry di farsi un bagno di notte nel bagno dei prefetti. Ultimamente ci vai sempre e solo tu lì…” gli fece notare Cho.
Cedric arrossì, rispondendole: “Sì, ma…”.
Cho ticchettò con il dito sulla sua guancia.
“Tutti sanno che gli piaccio. Da quando c’è in giro la voce tu vieni sempre a parlarmi di lui.
Sei l’unico contento che anche lui sia un partecipante al torneo Tre Maghi per Hogwarts, quando chiunque altro sarebbe arrabbiato per essere stato privato del suo momento di gloria” proseguì ad enumerare.
Cedric roteò gli occhi.
“Sì, però…” tentò nuovamente.
Cho proseguì: “Nessuno ti ha mai visto con una ragazza, non hai neanche amiche donne. Sei un così bel ragazzo, non ha senso che tu non sia mai uscito con nessuno di sesso femminile da quando vieni ad Hogwarts…”.
“Non sono gay! Sono innamorato di te!” la interruppe bruscamente Cedric.
Cho lo guardò con aria frastornata.
Cedric si sporse e le prese la mano nella propria: “Non sono mai uscito con nessuno perché mi piaci tu. Siamo cresciuti insieme perché i nostri genitori lavorano entrambi al Ministero. La mia vita è cambiata quando hai deciso di sederti nello stesso scompartimento con me al nostro primo viaggio per Hogwarts”. Riprese fiato. “Ti chiedo sempre di Harry perché sono geloso e lo sto aiutando con le prove solo perché gli devo un favore”.
Cho mormorò: “Quindi io non ti servo come fidanzata paravento per nascondere la tua omosessualità?”.
Cedric chiuse gli occhi e la baciò con passione.
Cho ricambiò, assaporando il bacio, chiudendo gli occhi a sua volta, sollevando la gamba.
Fandom: MCU
Prompt: J6) I want it that way, Backstreet Boys
Io voglio che sia così
Ain’t nothin’ but a heartache
Natasha aprì la giacca nera che indossava, lasciando i suoi seni scoperti.
“Tu eri il mio fuoco, la mia passione. Non volevo altro che essere anche io il tuo”.
“Natasha, copriti, ti prego” disse Clint.
Nat gridò: “No! Voglio che mi ascolti! Ti supplico, dimmi che non è troppo tardi”.
Clint si sfilò la giacca e gliela mise sulle spalle.
“Mi dispiace di averti dato false speranze” sussurrò. “Lo sapevi che ero fidanzato e poi tu sei troppo piccola d’età rispetto a me”.
Natasha trattenne le lacrime, facendo una smorfia.
“Dimmi perché. Lo so che mi ami, lo vedo da come mi guardi, da come mi tocchi. Tra noi c’è stata sintonia dal primo minuto” gemette.
Clint le diede le spalle e si nascose il viso con la mano.
“Sarebbe soltanto un errore” mugolò.
“A-aspetta… per favore…” mormorò Natasha, con le gambe tremanti. Lo guardò lasciare la camera e cadde in ginocchio, urlando, stringendosi nella giacca di lui.
– Non voglio che finisca prima di cominciare. Lo sai bene che non siamo semplicemente amici e non lo saremo mai.
Siamo spie, sappiamo ingannare persino noi stessi, ma in questo caso non riusciamo a frodare le nostre anime – pensò.