Esploratori del Polyverso, Capitolo 2 – Iscrizioni e Informazioni

Utenza e lurkanza, Explorers – Esploratori del Polyverso fa il suo ritorno, e per i Giramondo è tempo di riprendersi dallo shock del Capitolo 1 e di continuare a esplorare A’cria, il Continente Obliato di Fandom!

Il nuovo capitolo di Explorers sarà diviso in tre missioni da 7 giorni: Leggi tutto “Esploratori del Polyverso, Capitolo 2 – Iscrizioni e Informazioni”

Esploratori del Polyverso, capitolo 1.START – A’cria (Iscrizioni fino al 7 agosto)

Il mare del Nord, che da una decina di millenni separa Auseria e Aniocea, non è mai stato così trafficato: pescherecci, traghetti, imbarcazioni di ogni forma e grandezza costeggiano Ognigemma e le coste del Continente Preservato, e sulla punta estrema di Aniocea, lì dove si intravedono le prime Isole che Non C’erano, si è già formato un insediamento vivace, con taverne messe su alla bell’e meglio, sagaci mercanti e avventurieri più o meno equipaggiati. Qualcuno ha provato a partire da Commentown o da Surdania e attraversare l’oceano, ma delle loro navi non si sa più nulla, e già si parla di mostri marini e di gorghi insuperabili. Meglio fare il giro lungo, vi siete detti: solo che una quantità di Giramondo sta facendo la vostra stessa strada, e se continua così sarà rimasto ben poco di inesplorato sul Continente Obliato.

Utenza e lurkanza, che siate su queste sponde o al di là! Explorers – Esploratori del Polyverso sta per fare il suo ritorno, e per i Giramondo è tempo di imbarcarsi su una delle numerose navi in viaggio verso il Continente Obliato della Landa nota come Terra #0 o Fandom, A’cria!

Per venire incontro a chi sta scrivendo per il Big Bang 10, sarà possibile iscriversi in tre date diverse:

  • 9 agosto
  • 16 agosto
  • 23 agosto

A prescindere dalla scelta, il gioco durerà sempre quattro settimane, pertanto su LDF non usciranno i post settimanali se non quando tutti avranno completato una data settimana: le missioni resteranno su Slack e ciascun gruppo avrà le proprie missioni nella chat di squadra.

Le nuove iscritte a Explorers partiranno il 16 agosto con una settimana introduttiva, che sostituirà il Capitolo 0, e partiranno col Capitolo 1 insieme ai gruppi del 23 agosto.

In questo capitolo potete formare gruppi da 2 o da 3 persone, a vostra scelta; la difficoltà delle missioni resterà all’incirca la stessa a prescindere dal numero di partecipanti, quindi affrontarle in tre dà come unici vantaggi la possibilità di avere un fanwork in più per ciascuna sessione, e la possibilità di avere attacchi da 3 personaggi durante le fasi di gaming.

Le iscrizioni sono facoltative (il fatto che partecipiate a Explorers non vi obbliga a prendere parte a tutti i capitoli) e saranno aperte fino al 7 agosto. Potete scegliere di iscrivervi da soli, oppure – se avete già un gruppo – potete fare l’iscrizione a nome di tutto il gruppo, indicando i diversi username. Nel corso dell’iscrizione, indicate anche la data preferita per partire con l’avventura, e una data di backup nel caso in cui, per ragioni organizzative, non sia possibile scegliere quella data. Gli orari per il gaming saranno stabiliti con ciascun gruppo in privato.

Vi aspettiamo su A’cria!

#COWT 10: il mega-riassuntone delle puntate precedenti (parte 4/4)

Ed ecco a voi la quarta e ultima parte del riassuntone del nostro COWT, così da mettervi al passo con gli avvenimenti principali della trama e avere una guida di riferimento nel caso in cui nella trama di quest’anno apparissero cose che ormai diamo per scontate: è tempo di rivivere la guerra contro Celestia, che ci ha appassionato nelle ultime due edizioni.

Vi ricordiamo che le iscrizioni del COWT 10 sono ancora aperte, ma solo fino a questa sera alle 23:59, e che sono accettate solo di quattro in quattro – in caso contrario dovrete attendere il ritiro di un altro partecipante! https://www.landedifandom.net/cowt10-iscrizioni/

Alle 21:30, invece, appuntamento su Slack per conoscere i capisquadra di questa edizione!

Parte 4/4 – Celestia
(verso la fine della nostra storia)

Per la sua incoronazione a Veggente in carica, Celes organizzò una competizione amichevole degna di quelle organizzate da sua madre in gioventù: scelse quattro campioni da altrettante Lande, e promise loro gloria, onori, e un ricco tesoro di Cristalli magici che avrebbe reso il vincitore, o la vincitrice, ricco e potente.

Dopo attenta selezione, la scelta ricadde su Melek di U’luar, imponente e dalla saggezza sconfinata, dallo sguardo misterioso e lucente di desiderio di sfida; su Knight della Lancia, della sua Tanit, parente di zio Lænton e zio Cyprian, fredda e intraprendente; sul silenzioso Jyx, dotato di una magia millenaria che Celes percepiva a malapena e che non trovava corrispondenza nei tratti giovanili e quasi adolescenziali del suo volto; e infine su Roshane Bellflower, la giovane Hush – una magia debole, ma un’indole rissosa e un’ostinazione immensa, scaturita dalla consapevolezza di provenire da una Landa priva di magia.

Tuttavia Celes non era tranquillo: da mesi era tormentato da una voce che lo chiamava, in sonno come in veglia, e che si fece più intensa durante le prime fasi della battaglia. Celes, Celes, perché mi hai abbandonato? Era un suono struggente che gli spezzava il cuore. Nella sua vita si erano succeduti momenti tristi e difficili, ma nulla riusciva a toccare le corde di una tristezza atavica come questa voce sconosciuta e allo stesso tempo familiare che continuava a chiamarlo. Inizialmente capitava solo nei suoi sogni. Sognava immense distese verdi, palazzi di cristallo e la voce – la stessa voce che poi aveva cominciato ad accompagnarlo anche nei suoi risvegli. Aveva perso il conto di quante volte gli fosse capitato di svegliarsi stretto fra Langley e Shannen, e tuttavia di desiderare di allontanarsi da loro per continuare a seguire quella voce, che continuava a chiamarlo. Ormai gli bastava solo chiudere gli occhi, e la voce era lì ad attenderlo, pronta a chiamarlo ancora. E non si limitava più solo al suo nome. Raccontava storie, storie antiche di potere e magie, storie risalenti all’alba delle veggenti, storie che erano la storia di Celes prima che Celes diventasse storia a sua volta.

Come hai potuto, Celes? Io mi fidavo di te. Volevo tornare da te. Volevo vederti. E tu, invece, hai portato qui quelle persone. Quelle persone, sono loro a tenermi prigioniera. E tu le intratteni come un giullare, le onori come veri guerrieri, quando sono proprio loro a tenermi lontana da te.

Celes trattenne il fiato, mentre nella sua mente si avvicendavano immagini e figure colorate a contrasto altissimo, violente come cavalloni. La donna che immaginava come proprietaria di quella voce che gli sembrava di conoscere così intimamente, la giovane fata dai riccioli rossi i cui occhi color indaco lo inseguivano nei suoi sogni. Potevano davvero essere i guerrieri che aveva invitato ai giochi di celebrazione per la sua incoronazione, i colpevoli della sua prigionia? Ma com’era possibile? Non avrebbero dovuto neanche conoscersi fra loro, la loro presenza qui avrebbe dovuto essere un totale caso, il tiro mancino della sorte organizzato dalla sua magia. E se invece avessero trovato un modo per incontrarsi qui senza che nessuno avesse saputo del loro legame? E se invece fossero state lì proprio per fare del male a lui o alle persone che ama? E se la voce fosse stata la chiave di tutto, il tassello mancante, la pedina da liberare per capire lo schema dietro questo gioco?

Celes ordinò di incarcerare i campioni delle Lande, tutti e quattro, e Shannen e Langley si opposero con veemenza a quella decisione. Li liberarono. Celes sentì il fuoco della rabbia bruciargli le vene e la gola. Non era solo la sua voce ad essere fuori controllo – era tutto. Il suo cuore, i suoi pensieri – Shannen e Langley l’avevano tradito. Loro, proprio loro, in tutto l’universo, fra tutti coloro che avrebbero potuto fargli questo. Lo abbandonarono. Li abbandonò.

Le conoscenze dei quattro campioni furono unite a quelle di Shannen e Langley. Un’arma antica, in grado di separare un legame inscindibile, al prezzo di un’anima pura. A malincuore, Manila si schierò dalla parte del figlio, come pure suo fratello; ancora più a malincuore, Vesper prese le difese degli suoi oppositori, senza accusare il cuore di una madre troppo esposta all’amore.

Fu Shannen a sacrificarsi per salvare Celes: la sua anima fu spezzata, ma riuscirono a separare Celes dall’entità che tentava di riportarlo a sé, quella parte femminile che aveva inavvertitamente ripudiato e che, per scherno, aveva assunto quel nome che Celes aveva rifiutato fin da che aveva memoria.

Celestia era stata parte di Celes, fino a che quest’ultimo non aveva completato su Titania la sua trasformazione maschile, e da allora era disperata per non poter più esserne parte.

Celes fu salvato dalla magia di sua madre, che non esitò a sacrificare la sua potenza, forse per sempre, pur di riportarlo alla vita. E Jyx sacrificò la propria per compiere molte azioni impossibili, per portare amici e alleati su Tanit per muovere guerra a Celestia, e una che invece era assolutamente proibita, tornare indietro nel tempo in un preciso istante e salvare Nonna Giovanna dal suo fato avverso.

Hush si aggiudicò la contesa, sebbene non fosse chiaro, in tutto il caos che l’aveva contraddistinta, il senso di continuare a gareggiare: e ricevette un premio che non aveva previsto, perché aveva iniziato a ricambiare con riluttanza l’affetto che Knight provava per lei. Nel frattempo, Celes preparò le sue mosse per sbarcare, con il suo esercito di guardiani, sulla Landa che Celestia aveva eretto a rifugio: Vuklonikor, il sipario di velluto nero.

L’esercito di eroi da tutti i tempi e tutte le dimensioni era immenso, e Celestia non ebbe altra scelta che continuare a fuggire di Landa in Landa, predisponendo trappole e ostacoli per tentare di mettere i bastoni tra le ruote ai suoi inseguitori. Vuklonikor era stata la Landa che aveva plasmato a immagine e somiglianza della rabbia che aveva in corpo, e le sue Veneranti – losche figure discinte, dalle unghie acuminate e dalle zanne avvelenate – per quanto forti, numerose e agguerrite, non avevano alcuna speranza di vincere. Ma avrebbe potuto rallentarli.

Su un mondo di confine, ignari della guerra, una nuova Æthereal Rumble era pronta a iniziare – una lotta sportiva tra evocatori ed evocatrici di una parte del Polyverso che sia Celes che Celestia conoscevano poco. Celestia intravide una possibilità, e contò sul fatto che nessuna Veggente nella storia avesse mai poggiato il proprio etereo piede sulla sabbia di quel pianeta: si spacciò per la Veggente, mostrando i suoi poteri e la sua discendenza, e affascinò le finaliste di quella battaglia per lei priva di senso. La maga-idol Seong Ahm-Gi, la strega druida Eva Lirica, l’esotica Pmviira e la cavalcadraghi Gaelin furono in pochi giorni al suo servizio, soggiogate dalla pura e semplice aura che solo una Veggente poteva emanare: adesso Celestia aveva un esercito, perché ciascuna di loro era in grado di evocare le Sacre Bestie, entità gigantesche e potenti in grado di spazzare via il suo altro sé.

Il tempo fu sufficiente, perché Shannen subì l’effetto della maledizione dell’antico pugnale, e il vuoto che era penetrato dentro di lui, dopo avergli prosciugato i poteri, aveva iniziato ad attaccare e cancellare la sua anima. Celes dovette andare avanti da solo, cadendo nella trappola di Celestia, e combattendo da solo contro il suo esercito: Celestia ebbe gioco facile nel farlo passare per l’usurpatore del trono, contando sulla leggenda che voleva le Veggenti discendenti da una stirpe femminile. Langley restò al fianco di Shannen, fino a quando Manila non raggiunse quel pianeta dimenticato e compì un incantesimo proibito, richiamando dal loro esilio lo sciamano dei mari, la strega oscura dei fiumi e la suprema guaritrice delle Lande.

Shannen sopravvisse. Il vuoto dentro di lui fu estinto, così come i suoi poteri e parte della sua memoria, ma sopravvisse abbastanza di lui perché Celes e Langley potessero amarlo, a battaglia conclusa. Tutti gli eroi che Manila e Celes avevano incontrato in passato li raggiunsero, e combatterono contro le evocatrici e le Sacre Bestie, lasciando che i Veggenti si scontrassero tra loro.

“Avrei dovuto comprenderti meglio. Avrei dovuto accoglierti. Avrei dovuto abbracciare tutte le tue insicurezze, tutto il tuo bisogno di affetto. Avrei dovuto chiamarti figlio fin dal primo istante. Avrei dovuto percepire il tuo bisogno fin da quando eri ancora parte di me. È a causa mia che il tuo animo è nato spezzato. E tutto quello che posso fare per farmi perdonare, adesso che so chi sei realmente, è aiutarti a cancellare la traccia di quello che sei stato e non avresti mai dovuto essere.”

Celestia fu sottomessa, e sconfitta definitivamente. Per lei non c’era speranza di redenzione, neanche quando Celes comprese che avrebbe potuto, in qualche modo, accettarla e accoglierla: e semplicemente disperse la magia che involontariamente aveva creato. Due mesi più tardi, Manila partorì Calico, il frutto proibito dell’amore tra lei e suo fratello Lacros, il segreto che avrebbero dovuto custodire per sempre.

#COWT 10: il mega-riassuntone delle puntate precedenti (parte 3/4)

Ed ecco a voi la terza parte del riassuntone del nostro COWT, così da mettervi al passo con gli avvenimenti principali della trama e avere una guida di riferimento nel caso in cui nella trama di quest’anno apparissero cose che ormai diamo per scontate.

Vi ricordiamo che le iscrizioni del COWT 10 sono ancora aperte, ma solo fino a domani, e che sono accettate solo di quattro in quattro – in caso contrario dovrete attendere il ritiro di un altro partecipante! https://www.landedifandom.net/cowt10-iscrizioni/

In questa terza di quattro puntate seguiremo l’ascesa di Celes, il venticinquesimo Veggente, e la sua missione di salvataggio del Polyverso, negli avvenimenti accaduti nelle edizioni sei e sette; nella prossima, che uscirà domani, riassumeremo invece la guerra contro Celestia, dipanatasi per ben due edizioni, l’ottava e la nona.

Alle 21:30 di domani, appuntamento su Slack per conoscere i capisquadra di questa edizione!

Parte 3/4 – Celes
(la parte di mezzo della nostra storia)

Dall’unione di Manila e Metacomet dell’Incanto era nata una splendida bambina. La gravidanza non era stata facile, proprio come quella di sua madre, ma la bambina era stupenda e perfetta, e Manila volle imporle il nome delle profondità azzurre del cielo di Tanit, che aveva contemplato ogni giorno nel rimpianto di non poterlo più raggiungere e superare a proprio piacimento. (Qualche volta era fuggita, d’accordo, ma sempre attenta a non esagerare: non voleva dare a Lacros il pretesto per rinchiuderla nelle sue stanze senza poi poter ottenere ciò che entrambi desideravano molto, ma senza poterlo ottenere.) Come pure celeste era lo stemma della casata di Metacomet, che le aveva offerto il suo aiuto. Per il nome della casata, in spregio a un’altra delle convenzioni che si premurava sistematicamente di violare, aveva scelto quella di Vesper.

Celestia del Crepuscolo, la venticinquesima Veggente.

Se pure non era ancora possibile quantificare il potere della neonata in rapporto a quello, immenso, di Manila, la bambina ne aveva senz’altro da vendere, e la stirpe delle Veggenti, le protettrici del Polyverso, sarebbe proseguita per un’altra generazione.

La bambina crebbe sana e curiosa come sua madre, e forse altrettanto ribelle: Manila si stupiva di quanto fosse difficile crescere quella figlia che le somigliava d’aspetto fino a un certo punto, ma tantissimo nel carattere; difficile da piegare, testarda fin oltre ogni possibile ragionevolezza, la ragazzina si tuffava a capofitto anche nelle imprese meno consone a una giovane principessa.

La ragazzina odiava il proprio nome con tutta sé stessa. E in verità, la ragazzina odiava non poco anche sé stessa, o quantomeno l’immagine che era costretta a dare a corte, davanti agli istruttori magici, ovunque. Si fece pochi amici, quei pochi che accettavano di chiamarla con il nome che si era scelta.

Il compimento dei suoi quindici anni non sarebbe mai arrivato abbastanza presto, per Celes. Manila fu assai rattristata nel veder partire quella figlia che voleva essere chiamata figlio, assai meno dal taglio ribelle di capelli che aveva eseguito con la magia un attimo prima di lasciarla e partire per l’Accademia Magica di Titania – una delle sue eredità.

Celestia era difficile da capire. Celes era molto più facile da capire, ma le sarebbe occorso del tempo per studiarlo.

~

La frequentazione dell’Accademia sconvolse la vita di Celes in modi che neppure si aspettava. Lo shock per non poter essere assegnato a una delle quattro Casate, al suo arrivo, si sommò a quello della gara che la Preside Millicent Flowerbloom, a sua volta riconosciuta dalle popolazioni delle Lande come grande Veggente (e come ancor più grande ciarlatana), indisse per lui.

Certo, Helena della casata di Scudoscuro era una ragazza piacevole, generosa e collaborativa, e Nox da Lunacciaio era… normale, anche se troppo immerso nelle sue statistiche. Soprattutto, lo avevano accettato all’istante non per cos’era, ma per quel poco che desiderava essere, almeno fino a quando non avrebbe capito cosa desiderava.

Helena e Nox, però, erano le uniche due persone che si potessero definire normali nell’intera Accademia. Negli altri due campioni delle rispettive casate, in Shannen di Alaverde, che pure conosceva già di vista, e in Langley di Ombrarossa… no, non c’era niente di normale. Per esempio, Shannen l’avrebbe preso volentieri a schiaffi in quasi ogni istante, e se avesse previsto che meno di quattro mesi dopo si sarebbe mezzo soffocato per averlo baciato troppo a lungo, avrebbe concluso di essere un Veggente ancora più scarso di quanto già non credesse. E Langley… andiamo, un ragazzo per un quarto vampiro poteva mai essere normale? Un ragazzo che, per giunta, come unica e straordinaria missione nella vita aveva quella di andare a letto qualsiasi essere vivente umanoide nel raggio di cinquanta miglia? Un ragazzo così bello che si poteva solo essere sollevati dal fatto che fosse anche straordinario a letto?

E d’altronde, cosa c’era di normale in quell’Accademia? Già era una scuola magica, e questo era già il primo sintomo di allarme. Le House Lady, a capo delle quattro Case? Lady Violet era figlia dell’incesto di due nobili, fratello e sorella della casata d’Harlequin, in quel di Leda; Lady Emeraude era un angelo di Titania, così fuori dal pensiero comune da essere scoraggiati dalla sua innocenza; Lady Bluebell era figlia di una ninfa e di uno spirito della fonte, completamente fuori di melone, sempre pronta a farsi ammazzare da una a caso delle creature fuori dai confini sicuri dell’Accademia; e Lady Ruby era la figlia adottiva di Antonio e Jake, due ex-criminali di Nocturnia, sempre pronta ad ammazzare una a caso delle creature che minacciavano Bluebell.

La vicepreside Kaja Reginleifsdóttir, per non essere da meno, di genitori ne aveva addirittura tre, e quando la Preside spiattellò quel segreto a tutta la scuola con la sua soave deficienza Celes aveva represso un brivido: Metacomet era rimasto zio Meta anche quando aveva appreso di essere suo figlio biologico. C’era andato vicino ad avere anche lui una famiglia disfunzionale anche nella forma, e non solo nella sostanza.

Ed era stato solo l’inizio. Celes passò brutti momenti, e ne passò di belli. La sfera di cristallo continuava a restare muta, impedendogli di definirsi per quello che era di nascita, e di accettarsi per quello che realmente era. Ma quando frequentò la prima lezione di magia metamorfica, capì che era quella la strada che doveva seguire, e che la Vista dentro di sé continuava a indicargli senza che lui potesse capirlo.

E alla visita estiva da parte dei genitori, mentre tutta la scuola ammutoliva per l’arrivo della straordinaria Veggente, avvolta in veli color pesca e incoronata da gemme preziose, si sentì solo una voce squillante, estatica e commossa insieme.

“Oh, Celes, come sei cresciuto!”

Il sorriso di Celes fu enorme e sincero. Quattro anni sarebbero passati in un lampo.

~

Shannen e Langley restarono nell’Accademia oltre i termini previsti per il diploma, per poter rimanere al fianco di Celes: ogni tanto Shannen tornava su Tanit per assolvere ai doveri che il suo rigido e oltremodo ricco padre gli calava a mo’ di fardello (e, in seguito, per assolvere ai doveri conseguenti alla sua dipartita, una grande liberazione per loro tre e tutta la Landa), e a volte la preside Flowerbloom assegnava a Langley compiti di pattuglia dei confini dell’Accademia, ma Celes non fu mai lasciato solo da loro. Erano una famiglia, la sua famiglia.

Zio Lacros non ne fu felice.

Con un certo sforzo, il Sommo Priore di Tanit aveva accettato ciò che Celes aveva fatto di sé stesso, il primo Veggente maschio della storia – ed era già abbastanza per trarne cattivi presagi. Ma i rapporti a tre, no e poi no: tutte le Leggi di Tanit lo proibivano, e avrebbe esposto la Corte a un netto rifiuto se avesse osato cambiare quella specifica norma per meri capricci di letto. Celes avrebbe dovuto sceglierne uno, o nessuno del tutto, ed era già una grande concessione permettergli di mantenere un amante prima ancora di avere un consorte. E, peraltro, quel consorte avrebbe dovuto essere Shannen, che almeno proveniva da una prestigiosa famiglia di Tanit: da un essere per un quarto vampiro e un Veggente in piena transizione non ci si poteva certo aspettare degli eredi.

Celes non ne fu felice, ma c’era tempo prima che fosse davvero costretto a scegliere. Doveva essere una giornata di festa, la prima contesa arbitrata da Celes in qualità di Veggente. Ogni cosa era stata predisposta in tal senso: il palco nei giardini del Palazzo d’Estate, le delegazioni di ben quattro Lande del Polyverso, la televisione di stato con la conduzione della famosa anchorwoman di stato Soriana Titutita. La pressione sotto controllo del Sommo Priore Lacros, la sorridente figura della Veggente Regnante pronta al suo discorso di benedizione.

In quel momento avvenne l’attentato alla vita di Manila, e quella che avrebbe dovuto essere un periodo di lotta senza quartiere tra fazioni, nemiche solo per il tempo necessario a concluderlo, diventò una missione di salvataggio, con una manciata di giorni di tempo per salvare la vita più importante per l’equilibrio del cosmo, e il Cristallo che concentrava tutte le forze del bene. Quattro spedizioni esplorarono il Polyverso in lungo e in largo, per ordine della Regnante facente funzione Vesper del Crepuscolo, del Veggente in carica Celes e del Sommo Priore Lacros. E altre, più o meno importanti, perché si decise di non lasciare nulla di intentato.

Abilene dell’Angelo e Ailin Oltre-le-nuvole toccarono la selvaggia Tshivinzemlya per chiederle l’impetuosa magia, visitarono la Bibliotecarcana di Titania per ottenere la forma entro cui racchiuderla, e si fermarono sulla Landa senza limiti, Volqaria, per imbrigliarla in una forma che potesse salvare la vita di Manila. Ma dimenticarono un elemento catalizzatore, e l’insaziabile vortice di magia, il Manastroem, lo individuò nella stessa Abilene: la sua scintilla da Viaggiatrice si accese, e da allora e per sempre fu la fata della Vita.

Cyprian della Spada e Clun Kemrit si recarono sulla Landa natale di quest’ultimo, la geniale Qides, per creare un certo marchingegno che permettesse loro di tornare indietro nel tempo. Visitarono Upper London, la maggiore città fluttuante di una Terra decisamente alternativa, per perfezionarla più in fretta, ma la criminale dei cieli Daniela McOyster la rubò, e scatenò la polizia di Floatland Yard contro le vittime del suo furto. Trovarono aiuto in una piratessa dei cieli, Brandi Fiffi McFiffens III, in una coppia di gatti (Pazuzu, che poteva parlare, e Tasha, che non ne aveva bisogno), e nella ladra di nuvole Lalla Sandiego. Trovarono anche l’amore, l’uno nell’altro. E l’amore di Clun per Cyprian accese la sua scintilla da Viaggiatore, rendendolo un Cavaliere.

Metacomet dell’Incanto e Mickal Nogarsson andarono alla caccia dei più potenti artefatti del loro multidimensionale universo. La terra natale di Mickal, l’orgogliosa Ysmaros, era in prima linea e tra le Lande più esposte all’assalto del male, ma resistette più che poté, e sebbene pagò un prezzo altissimo non cadde; Glaevia, un giardino meraviglioso con una sola entrata e senza alcuna uscita, non fu abbastanza per bloccarli, quando Metacomet accettò il destino mai compreso di Mago e lasciò che il potere di una vecchia amica fluisse in lui.

Altrove, l’Accademia di Titania, un altro dei mondi di confine, fu salvata dalla tenacia della sua Preside, che non avrebbe permesso a una cosa così insignificante come il Male di mettere piede nella sua scuola, e dall’arrivo di Shannen di Tanit e Langley di Nocturnia-che-fu, infusi del potere di Celes, che aveva condiviso il proprio potere, in un atto contro ogni regola, con i nuovi guardiani dell’Esercito della Luce.

Anche la compagnia di Vibidius Jourtas Retis, incantatore, pozionista e accompagnatore notturno, fu quantomai affollata. Partito con l’insopportabile Sommo Priore Lacros e il suo ipocondriaco consorte, Laenton dell’Alba, aggiunse con riluttanza al suo gruppo la pozionista Bluebell, che non si sarebbe trovata a suo agio nemmeno a casa propria, e l’avventuriera Ruby, che sembrava perfettamente a suo agio nel mezzo della guerra magica che devastò Nocturnia-che-fu, la Landa sulla linea di fuoco della magia impazzita. Anche Dimitri, spiegate le sue ali angeliche appena trovate, e Miguel, rivelatosi invece per l’angelo caduto che era sempre stato, combatterono in prima linea in nome della Veggente. La loro difesa cadde, infine, e Giovanna Karampelas, la geniale imprenditrice, si rivelò per quello che realmente era: la più potente strega di Nocturnia-che-fu, in grado di fermare l’assalto di quelli che una volta erano semplici criminali al soldo delle bande di Aimatopolis, e che adesso erano creature mutate e senza speranza. Il doloroso sacrificio di Giovanna permise al gruppo di mettersi in salvo, mentre di Dimitri e Miguel, per lungo tempo, non si ebbe più notizia.

Alla fine, Celes ebbe bisogno dell’aiuto di tutte e quattro le spedizioni. La macchina del tempo di Clun, il totem magico di Mickal, la pozione protettiva di Vibidius, e la vorace magia di Ailin, tutto fu necessario per salvare la Veggente e per rivelare il vero nemico: una creatura d’ombra, lontana nel tempo e nello spazio, la cui influenza fu spezzata a malapena dal nuovo potere di Celes. Manila fu salva, la difesa del Polyverso fu ripristinata. E Celes, sopendo fino a momenti migliori i propri propositi di vendetta, si preparò finalmente a celebrare degnamente la sua ascesa alla carica.

#COWT 10: il mega-riassuntone delle puntate precedenti (parte 2/4)

Ecco la seconda parte del riassuntone del nostro COWT, così da mettervi al passo con gli avvenimenti principali della trama e avere una guida di riferimento nel caso in cui nella trama di quest’anno apparissero cose che ormai diamo per scontate.
Vi ricordiamo che le iscrizioni del COWT 10 sono ancora aperte, ma solo fino a domenica! https://www.landedifandom.net/cowt10-iscrizioni/

In questa seconda di quattro puntate riassumeremo la storia di Manila, la ventiquattresima Veggente, protagonista delle edizioni dalla prima alla quinta; nella prossima seguiremo l’ascesa di Celes, il venticinquesimo Veggente, e la sua missione di salvataggio del Polyverso, negli avvenimenti accaduti nelle edizioni sei e sette; e nella quarta la guerra contro Celestia, dipanatasi per ben due edizioni, l’ottava e la nona. Tutti gli episodi saranno online entro domenica.

Parte 2/4 – Manila
(l’inizio della nostra storia)

Manila, figlia secondogenita della Veggente Melaka e del Cavaliere Killeen del Martello, rappresenta la ventiquattresima generazione di discendenti della Prima Veggente. Già discendente di una madre insolitamente potente rispetto alla profezia, ha dimostrato fin dalla nascita enormi poteri magici.

Dopo cinque anni in cui aveva rispettato il volere della madre – viaggiare liberamente tra le Lande, tornando però ogni estate su Tanit – a vent’anni abbandonò il suo pianeta dopo aver rovinato la festa di fidanzamento di suo fratello maggiore Lacros con l’apprendista cerusico di corte, Lænton dell’Alba.

Fuggendo dopo un litigio con la preoccupata madre, Manila si ritrovò su Titania, una delle Lande più ricche di magia del Polyverso, dove quattro popolazioni – una gilda di maghi, un esercito di cavalieri, una schiera di angeli e un covo di vampiri – avevano fondato altrettanti insediamenti, e rivendicavano il diritto di supremazia sulla zona rispetto agli altri.

Manila ne fu affascinata: aveva vissuto il conflitto sulla propria pelle, ma non aveva capito quanto quel conflitto facesse parte dell’animo degli esseri viventi. Decise perciò di stimolare le quattro fazioni offrendo ciò che nessuna di loro poteva sperare di ottenere da sola contro le altre tre: il predominio sulla fertile vallata e sull’ampio porto naturale ad essa prospiciente, e il suo fondamentale appoggio. A nessuno sfuggiva chi fosse la Veggente, e nessuno si risparmiò per conquistarne i favori: furono i cavalieri a trionfare, ma nella loro equanimità permisero a tutti di mantenere i propri insediamenti e chiesero loro di fondare, tutti insieme, una scuola per insegnare la magia e il cavalierato, e ogni forma di potere potessero condividere angeli e vampiri con loro. Nacque così l’Accademia Magica di Titania.

Manila ne fu soddisfatta, e si spostò su una nuova Landa. Minthe era selvaggia e prorompente, e abitata da quattro popolazioni umanoidi intelligenti: Suthi, Crest, Faràs e Phade, prima ostili l’uno all’altra, furono spinte da lei a una contesa rituale, per il diritto a regnare sulle altre tre in pace e prosperità per un periodo di cinque anni. Furono i Crest a vincere, sebbene la loro mossa a sorpresa sul finale indispose la Veggente, che abbandonò il pianeta e il capo dei Crest, che l’aveva amata nelle ultime settimane della sua permanenza. Con un gesto di stizza, la Veggente attivò involontariamente il pieno potere del Cristallo, e quando ne riprese il controllo erano passati quasi cinquant’anni per qualsiasi Landa esistente, a eccezione di Tanit.

Sconvolta per l’entità di quanto era riuscita a fare, Manila fuggì e si rifugiò ad Aimatopolis, l’ultima città a non essere ancora caduta totalmente nelle mani delle quattro bande criminali che imperversavano sulla Landa di Nocturnia; si imbatté subito in Giovanna, una maga insolitamente potente che, come lei, aveva trovato un’oasi di pace in mezzo alla guerra. Sporadicamente Manila iniziò a intervenire magicamente nella già strisciante guerra tra bande, e dopo un anno, le quattro bande erano pronte a darsi battaglia per il controllo di Aimatopolis. Furono i City Angels di Dimitri Christopolous ad aggiudicarsi la vittoria e il controllo della città, con grande scorno del suo arci-rivale (e poi amante) Miguel Luz, e degli altri capibanda Antonio Cavalieri e Jake Wand. Nonna Giovanna prese spunto per ampliare nel Polyverso il suo impero commerciale, e trasformare insieme alle sue figlie Ludmilla, Devina e Floriana il suo negozio “I Meloni di Nonna Giovanna Frutta e Verdura” in una multinazionale leader dell’industria agroalimentare.

Frattanto, sulla Landa di Leda, frantumata in una quarantina di regni, ducati e repubbliche, quattro nazioni, capeggiate da altrettanti condottieri, iniziano a predominare sulle altre. I quattro, Artémis d’Harlequin-Mauilly, Forseti Solensson, Marina Rojas Muñoz e Cesare Icore erano già destinati a scontrarsi in una complessa partita politica che aveva come premio l’intera Leda, ma l’arrivo della Veggente ad arbitrare la contesa l’ha resa una guerra a tutto campo, vinta a fatica dalla federazione delle repubbliche nordiche guidata da Solensson.

Al termine della contesa, però, Manila si ritrovò di fronte suo fratello, quasi identico a come lo ricordava sebbene più anziano, più rigido e più fastidiosamente bello, anche nell’espressione funerea che le portava la notizia peggiore: non la morte della madre, che aveva amato ma che era riuscita ad offendere, ma la perdita della sua libertà, il bene più prezioso che possedesse.

Il resto è storia. Il popolo di Tanit ama la consorte della Regina, Vesper del Crepuscolo, ma è perfettamente a conoscenza dell’esistenza degli amanti reali: il mago Metacomet dell’Incanto, il padre biologico dell’attuale Veggente; la famosa Abilene dell’Angelo, una delle intrattenitrici più note del regno e attualmente Fata della vita; e il cavaliere Cyprian della Spada, che ha lasciato la corte solo di recente e – si dice – in ottimi rapporti. Le nobilissime e antiche casate di Tanit potranno anche essere inorridite di fronte ai comportamenti libertini della Veggente Regnante (e non tutte lo hanno fatto, complici non pochi scheletri nei propri guardaroba personali), ma le loro voci sono deboli e, soprattutto, poco supportate dal popolino, che sospira di piacere nei confronti di una Regina il cui unico peccato è amare troppo.

#COWT 10: il mega-riassuntone delle puntate precedenti (parte 1/4)

Come da tradizione, vi proponiamo il riassunto delle puntate precedenti del nostro COWT in versione aggiornata, così da mettervi al passo con gli avvenimenti principali della trama e avere una guida di riferimento nel caso in cui nella trama di quest’anno apparissero cose che ormai diamo per scontate.

E naturalmente anche per invogliarvi a iscrivervi (o reiscrivervi): vi ricordiamo che le iscrizioni del COWT 10 sono ancora aperte, ma solo fino a domenica! https://www.landedifandom.net/cowt10-iscrizioni/

In questa prima di quattro puntate, ricostruiremo a grandi linee la mitologia del nostro Polyverso; nella seconda riassumeremo la storia di Manila, la ventiquattresima Veggente, protagonista delle edizioni dalla prima alla quinta; nella terza l’ascesa di Celes, il venticinquesimo Veggente, e la sua missione di salvataggio del Polyverso, negli avvenimenti accaduti nelle edizioni sei e sette; e nella quarta la guerra contro Celestia, dipanatasi per ben due edizioni, l’ottava e la nona. I quattro episodi saranno tutti online entro domenica.

Parte 1/4 – Antefatto
(prima dell’inizio della nostra storia)

Alle origini del tempo, un pianeta al centro dell’universo era fonte di tutta la magia esistente, a disposizione di tutti i suoi abitanti. Alcuni di loro ne abusarono, attingendo alla magia per ottenere potere, utilizzandola per alterare il proprio corpo e le proprie menti: la mitologia li ricorda come i Titani, e l’equilibrio di quel pianeta e dell’universo fu in grave pericolo. Per fermarli, i maghi più potenti ancora liberi si unirono in una grande Alleanza, superando le loro divergenze e la loro diffidenza.

A seguito degli atti finali di una catastrofica guerra durata sette giorni e sette notti tra i Titani e l’Alleanza, il tessuto spazio-temporale di quello che fino ad allora era stato chiamato “universo” fu lacerato, portando alla creazione di una realtà alternativa; nessuno degli esseri magici dell’Alleanza poté o volle intervenire, e con il tempo le realtà alternative si sono moltiplicate, alcune nascendo dall’universo originale, altre da una delle sue repliche. Una sola cosa è in comune tra tutte le realtà: pochissimi pianeti – spesso soltanto uno – per ciascun “universo” sono in grado di ospitare la vita.

Correntemente si fa riferimento a Fandom, o a Terra #0, come all’universo originale e al pianeta al centro di quell’universo, e a ciascuna delle realtà alternative come alle Lande. L’universo in cui vivete voi viaggiatori è definito Terra #1. L’insieme degli universi è quindi noto come “le Lande di Fandom”, o “Polyverso”.

Anche se i Titani furono sconfitti ed esiliati, lo stesso Fandom non rimase indenne: due dei cinque continenti del pianeta si inabissarono, mentre gli altri furono stravolti dalla furia della natura violata e dalla potenza della magia. La quasi totalità della popolazione vive sull’unico continente rimasto relativamente intatto, Auseria, mentre Aniocea vede piccole spedizioni coloniali atte a preservarne la natura incontaminata.

A conquistare la vittoria per l’Alleanza fu l’arrivo di un’ultima maga di grande potenza, che sfidò a duello Vergathos, il Titano immortale: con un incantesimo che alterava l’essenza stessa della magia, trasformò il corpo del Titano in un arco di pietra, lasciando che la sua magia – ormai priva di significato – vorticasse al suo interno senza alcun senso. In quell’istante, la maga ebbe la prima di innumerevoli visioni del futuro, e comprese che l’universo era ormai molteplice: temendo il suo potere e quello degli altri maghi dell’Alleanza, si impose volontariamente l’esilio, rifugiandosi in una Landa alla periferia del Polyverso: Tanit, che da allora fu la sede della stirpe delle Veggenti.

A ulteriore precauzione, la Prima Veggente (di cui nessuno conosce o tramanda il nome, neppure la stessa stirpe delle Veggenti) trasferì la quasi totalità dei suoi poteri in un artefatto, un pendente di cristallo su cui impresse tre incantesimi: il primo imponeva che solo i discendenti di una Veggente avrebbero potuto utilizzare il Cristallo; il secondo, che il Cristallo sarebbe stato un occhio aperto verso gli altri universi; e il terzo, che il Cristallo avrebbe permesso alla sua proprietaria di viaggiare tra i mondi anche senza utilizzare la magia. La Veggente predisse altresì che avrebbe avuto una figlia, con meno potere magico di quanto ne avesse avuto lei, e che per altre ventidue generazioni il fardello della magia sarebbe stato sempre meno gravoso.

Altri tre maghi dell’Alleanza decisero di seguire l’esempio della Veggente e di esiliarsi dal Polyverso: provarono a sanare la lacerazione spazio-temporale, ma fallirono, perciò decisero di unirsi un’ultima volta e di lanciare un incantesimo per proteggere tutte le Lande da un ritorno della magia dei Titani. Fu un incantesimo troppo vasto per le loro conoscenze, e rischiarono di morire, ma l’occhio del Cristallo si aprì su di loro, e la Veggente aggiunse un quarto incantesimo al suo potente artefatto: trasferì l’incantesimo di protezione dai tre maghi al Cristallo, rendendolo la difesa di tutti gli universi. Finché il Cristallo fosse stato intatto, nessuna forza malefica avrebbe potuto tentare la conquista di tutti i mondi.

I tre maghi pagarono un prezzo altissimo per il loro generoso incantesimo, ma non con la morte: il loro sonno durò mille anni, e quando si svegliarono il loro Polyverso era cambiato per sempre. La lacerazione era ormai insanabile, generazioni di Veggenti si erano succedute alla prima, e le Lande si erano moltiplicate. I tre decisero dunque di dividersi: Aef, la suprema guaritrice delle Lande, si insediò su Fandom sotto mentite spoglie, sorvegliando le vestigia dei Titani affinché nessuno provasse a carpirne i poteri; Ziliz, la strega oscura dei fiumi, preoccupata di non aver mangiato – letteralmente – per secoli, iniziò un viaggio tra i mondi alla ricerca delle leccornie più prelibate; e Woom, lo sciamano dei mari, cedette all’avidità della conoscenza e partì alla volta dell’esplorazione di quei mondi sconosciuti. E nessuno vide i tre maghi per molto, molto tempo.

#COWT9 – the Clash Of the Writing Titans: TAKE 9 – Iscrizioni

Mettendo piede fuori dal vortice intradimensionale, si accorge immediatamente di essere osservata, e la furia altera per un istante i suoi lineamenti delicati, prima di rendersi conto che non è necessario sporcarsi nuovamente le mani per coprire le sue tracce. Il gruppo di donne che ha testimoniato il suo arrivo e l’utilizzo dei suoi poteri magici – matriarche di buona famiglia, col capo modestamente velato, che passano insieme un po’ di tempo in modo conviviale prima di tornare a casa dalle loro famiglie – dopo un momento di comprensibile curiosità, non sembra prestarle attenzione più di tanto.

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Getta uno sguardo al cielo, buio e trapunto di stelle: l’atmosfera è più rarefatta che altrove, e la maestà celeste avvolge quella Landa come un mantello di velluto.

Sarà abbastanza lontana?

Non si fa eccessive illusioni: la sua altra metà (rifiuta di chiamarla lui, accettando che così facendo dimostra in parte la sua stessa, stupida chiusura mentale) la odia, e lei gli ha dato ogni motivo per farlo. Ma è stata la sua altra metà a lacerarla da sé stessa e poi a scacciarla, a ripudiare il suo diritto di nascita senza mai pensare alle conseguenze di un simile gesto, compiuto per giunta dall’essere più potente di ogni Landa.

La sua altra metà non comprende, ma lei sì. Lei è sempre un passo avanti alla sua altra metà, ma a differenza sua lei ha sempre agito con cognizione di causa.

La sua altra metà l’ha privata del diritto di avere una madre da amare, e lei ha provato a farle capire, per un breve periodo, come sarebbe stata la sua vita se non ce l’avesse avuta anche lui. L’ha privata degli amici che avevano giurato fedeltà non alla sua metà, ma all’essere che erano quando erano insieme, rivoltandoli contro di lei; e lei ha dimostrato che la loro lealtà non era forte come credeva, che non avrebbero esitato a colpire anche una persona amata, per il bene di ogni altro essere vivente.

Lei comprende, ma la sua altra metà no, non ancora almeno. E ha iniziato a darle la caccia, utilizzando una quantità di sedicenti eroi per chiuderle ogni passaggio dimensionale e circoscrivere sempre più il suo raggio d’azione. Potrebbe affrontarli in duello, e lo ha fatto, ma non può sconfiggerli tutti. È debole. È soprattutto stanca.

No, Vuklonikor non è abbastanza lontana, e sa che la invaderanno, se non l’hanno già fatto. Le sue trappole terranno, per qualche tempo, forse abbastanza, ma poi…

“Signorina?”

Celestia si volta di scatto, non prima di aver composto i suoi lineamenti in un’espressione cortesemente neutrale per celare il turbamento.

“So cosa sta cercando,” esordisce una delle matrone che l’hanno osservata di sottecchi. “L’Arena è in fondo alla Grand Promenade, non può sbagliarsi. Segua il viale alberato per iscriversi.”

L’espressione di Celestia è confusa, e un’altra delle donne insiste. “Lei è una maga potente, è qui per la Æthereal Rumble, no? Le iscrizioni chiudono domani.”

Celestia sorride sorniona, avvicinandosi al gruppetto di matrone e chiudendo la mano a pugno per evocare una manciata di monete d’oro. “Buone donne, mi piacerebbe saperne di più…”

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UTENZA! LURKANZA! Cambiano i periodi dell’anno ma non l’angosciosa attesa di liberarsi dalla routine del pieno inverno per poter accogliere con gioia nei vostri cuori la sfida a squadre più attesa di tutte le Lande. Ebbene, la vostra diligente pazienza ha finalmente trovato esaudimento presso la Santa Madre dei Frustini e delle Tutine in PVC, patrona di queste sponde, perché IL COWT È TORNATO, e con non poche novità di cui vi preghiamo di prendere visione anche se siete dei veteranissimi!

Ebbene sì, per il nono anno consecutivo il COWT vi elargirà altre sette nuove settimane di isterie, deliri, scrittura matta e disperatissima, minacce di bruciare casa all’amministrazione, litigi col vostro partner se sta in una squadra avversaria, corse sfrenate a postare mattoni di 128mila pagine alle 23.59 dell’ultimo giorno utile e sfide all’ultimo prompt.

Ed anche quest’anno, come ogni anno, giocherete in compagnia dei nostri – e vostri – personaggi preferiti, per assistere allo scontro finale tra Celes Celestia, far sapere a tutta Tanit del nuovo segreto che coinvolge la Regina Madre Manila e suo fratello Lacros, la sorte avversa che minaccia Shannen, l’affettuosa ninfomania di Langley, una caterva di vecchi amici, Taylor Hamilton Forrester Nonna Giovanna e quattro personaggi nuovi di zecca che, come facilmente vi aspetterete, saranno i nuovi caposquadra virtuali di questa edizione.

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