COW-T #3.5

“Chi non ha luce in viso non diventerà mai una stella.” (Sottotitolo dell’edizione)

Una speciale edizione estiva del COW-T – the Clash Of the Writing Titans è stata narrata su Mari di Challenge dal 15 luglio al 21 agosto 2013. È stato il COW-T più breve di sempre, con sole quattro settimane di gioco.

Trama

Gli avvenimenti si svolgono qualche tempo dopo le linee temporali narrate nella prima, nella seconda e nella terza edizione. Sono narrati nuovamente dal punto di vista della Veggente Manila, organizzatrice e arbitro delle contese. Nel corso della quarta settimana, la Veggente visita la Landa di Leda, che sarà poi l’ambientazione della quarta edizione nel 2014.

Ciascuna settimana segue il regolamento originale del COW-T di riferimento.

Schieramenti
  • Angeli – City Angels – Suthi – Green Army
  • Cavalieri – Mighty Knights – Crest – Brown Army
  • Maghi – Magic Sticks – Faràs – Blue Army
  • Vampiri – Blood Knights – Phade – Violet Army

 

(per gli avvenimenti di ciascuna settimana, fare clic sul titolo della sezione)

Antefatto
Sdraiata sul prato punteggiato di azurae profumate come zucchero, la Veggente guarda in alto, al cielo grigio-violaceo del suo pianeta, e sbuffa. Non bastano gli splendidi fiori azzurri di cui è circondata, non basta l’erbetta soffice come il velluto sulla quale è distesa, non basta il cielo, non basta l’aria pura e fredda che inspira ed espira, non bastano i rumori così familiari e così distanti della sua città natale, la Città del Ferro, non basta il pizzo immacolato che avvolge le sue forme sempre uguali nonostante il trascorrere degli anni, non basta tutto questo a calmare l’insopportabile senso di noia e immobilità che le appesantisce il corpo.

Sbuffando con insofferenza, si passa una mano fra i capelli ed accavalla le gambe, guardandosi intorno ancora per qualche altro secondo, sentendo crepitare sottopelle una sensazione ormai familiare, quella che le si accende dentro come un fuoco, o meglio come un’allarme il cui suono spezza improvvisamente il silenzio pesante della sua mente: se resta lì ancora un solo minuto di più, impazzirà.

Si alza in piedi con un saltello, un sorriso divertito già pronto a piegarle le labbra. Sa esattamente cosa fare per scacciare la noia — e d’altronde è proprio tempo che torni a far visita ad un paio di vecchi amici.

Prima settimana
Le lande della prima Guerra dei Titani sono esattamente come le ha lasciate l’ultima volta. Sotto il dominio dei Cavalieri, le terre sono come rifiorite. Gli Angeli relegati in paradiso, i Demoni all’inferno, i Maghi e le loro oscure arti sulle montagne. Le pianure si aprono su enormi prati verdi puntellati da piccoli villaggi all’interno dei quali si vive in armonia, il lavoro non manca, il cibo è sempre in tavola, l’acqua sempre pura. C’è sole d’estate, freddo d’inverno, pioggia in autunno e fiori in primavera, e il ciclo delle stagioni si ripete sempre uguale a se stesso, rassicurante, imperterrito.

Noioso.

La Veggente si lascia ricadere sul suo trono di pietra ed accavalla le gambe con maliziosa voluttà.

E’ tempo di dare una seconda occasione a tutti.

La prima settimana si chiude con la vittoria dei Vampiri, che conquistano l’edificio speciale per la propria città (Prigione degli Spiriti).

Seconda settimana
I popoli, pensa la Veggente con un sorriso mentre osserva lo sterminato popolo dei vampiri festeggiare la propria vittoria intorno al Municipio, mentre dalla Prigione degli Spiriti giunge l’eco lontana dei lamenti addolorati degli angeli, dei maghi e dei cavalieri fatti prigionieri durante la battaglia, difficilmente perdono le loro abitudini. Se sono abituati al massacro, continueranno a massacrare, se sono abituati a vivere in pace, continueranno a vivere in pace. Se sono abituati a vincere, continueranno a vincere.

Abbandona le Lande dei Titani in un soffio di vento, chiude gli occhi e quando li riapre il paesaggio familiare della Città distrutta, annegata nel solito oceano rosso del tramonto, la accoglie con calore. Letterale, considerati i piccoli fuochi che ardono nei bidoni, falò improvvisati attorno ai quali gli accattoni si riuniscono ringhiandosi l’un l’altro e proteggendo le loro bottiglie di vino a basso costo con le unghie e con i denti.

E’ Miguel il primo ad accorgersi di lei, spalancando gli occhi e trattenendo il respiro mentre le sue dita si chiudono in un gesto automatico attorno ai capelli biondissimi di Dimitri. “Eccheccazzo–” dice, strappandosi letteralmente la bocca del compagno di dosso e poi balzando in piedi, “Di nuovo tu! Ma perché?!”

“Ah!” la Veggente ride, battendo entusiasticamente le mani, “Che bello trovarvi così felici. Andate d’amore e d’accordo, noto.”

“Vaffanculo,” borbotta duramente Miguel.

Dimitri, ancora inginocchiato per terra, si asciuga la bocca col dorso della mano e si volta a guardarla coi soliti occhi glaciali. “Come mai sei tornata?” domanda, alzandosi in piedi, “Brutte notizie?”

“Per voi, sicuramente,” risponde la Veggente con un risolino divertito, “Sapete mica se anche Antonio e Jake sono nelle vostre stesse condizioni? No, perché questo potrebbe aggiungere pepe alla situazione e non sarebbe niente male.”

E’ ormai chiaro a cosa la ragazzina si stia riferendo: si torna in guerra. Miguel e Dimitri sospirano, lanciandosi un’occhiata preoccupata. Sarà dura spiegarlo agli altri, visto che nel mentre si sono sposati.

Ciascuna fazione sfida le altre tre in una missione specifica; ciascun partecipante può partecipare a un massimo di due delle tre missioni.

La sfida incrociata vede Magic Sticks e Mighty Knights con uno score di 2 vittorie e 1 sconfitta, City Angels con 1 vittoria, 1 pareggio e 1 sconfitta, e Blood Knights con 1 pareggio e 2 sconfitte. La settimana è vinta dai City Angels per il maggior numero di parole scritte.

Terza settimana
“No, dico,” borbotta Miguel, osservando la Veggente appuntare una nuova, sfavillante medaglia al petto di Dimitri, “Se una settimana di battaglie in più doveva finire esattamente com’è finita l’ultima guerra, mi spieghi a cos’è servito?”

“Be’, io mi sono divertita,” ride lei. Miguel non la prende bene.

“Questo perché sei una pazza sadica e bipolare!” sbraita, lanciandosi verso di lei, trattenuto a stento da Antonio e Jake, “Lasciatemi andare, voi due! E tu!” continua, puntando Dimitri con un dito accusatore, “Scordati qualsiasi accesso al mio letto per i prossimi sei mesi almeno!”

Dimitri inarca un sopracciglio, una mano su un fianco. “Ho come la sensazione che sopravvivrò,” dice vago.

La Veggente, però, non li sta già più ascoltando. Scompare in un’esplosione di glitter rosa e dorati e riappare pochi secondi dopo da qualche altra parte nello spazio e nel tempo. Più precisamente, nel bel mezzo di una riunione di consiglio su Minthe.

Interrompe Fermat, Santhé, Mivein e Jun’oh proprio mentre quest’ultimo sta cercando di spiegare per quale motivo il suo popolo ha bisogno di quei nuovi depuratori d’acqua inventati dai Crest nel corso degli ultimi anni. Il povero comandante in capo dei Suthi, nel momento in cui posa gli occhi sulla Veggente, si paralizza come una statua di sale, mentre i suoi tre colleghi scattano in piedi, sconvolti.

“Tu!” sbotta Santhé.

“Non è possibile!” rincara la dose Fermat.

“Per Lith!” sospira esasperato Mivein, “Non sono passati neanche sei mesi da quando sei andata via!”

La Veggente risponde a tutti con un sorriso. “Eh, che vi devo dire,” ridacchia, “Mi annoiavo.”

Silenziosamente, Jun’oh comincia a piangere.

*

“E dunque,” Fermat accavalla elegantemente le gambe, giungendo le mani in grembo mentre rivolge alla Veggente un’occhiata sicura ed un sorriso smagliante, “Per tali motivi, abbiamo bisogno di più tempo. D’altronde, quando sei tornata non ci eravamo ancora ripresi dagli sforzi dell’ultima guerra. Non puoi biasimarci.”

“A-ha,” la ragazza annuisce, il solito sorriso vago e malizioso ad arricciarle le belle labbra agli angoli, “Sì, certo, comprendo. E quegli altri tre cretini hanno mandato te perché…?”

“Be’, naturalmente perché, avendo il mio popolo vinto l’ultima guerra, io ero la persona più adatta per–“

“Mmh?” la Veggente inarca un sopracciglio, inclinando appena il capo.

“…d’accordo,” sospira Fermat, annuendo, “Perché sanno dei nostri trascorsi ed hanno pensato che avresti ceduto più facilmente con me che con chiunque altro.”

La Veggente scoppia a ridere, gettando indietro il capo e l’onda dei capelli biondi e rosa, e dondola velocemente le gambe giù dall’ampio trono di pietra sbeccata sul quale è scompostamente seduta. “Ah, Fermat,” dice, scivolando giù dalla sedia, sinuosa come un kiritai, “Siete proprio sciocchini, voi maschi.”

Fermat inarca un sopracciglio, irrigidendosi appena sulla sua scomoda poltrona. “Prego?”

La Veggente ridacchia, gli si avvicina e poi gli si arrampica addosso, accovacciandoglisi in grembo. “Avevo già pensato di darvi un po’ più di tempo, ma non certo perché ne aveste bisogno,” spiega, “Quanto piuttosto perché mi stavo annoiando, ed io sono così, quando mi annoio faccio cose. A casaccio. E quindi,” aggiunge con un sorriso sbarazzino, “Non pensare che se ora ti concedo qualcosa sia perché ti ho voluto e ti voglio ancora,” gli si china addosso, sussurrandogli all’orecchio, “Se ti voglio, non concedo tempo. Ti prendo,” conclude. Prima di prenderlo.

La settimana viene vinta dai Phade, unica squadra a completare tutte le missioni.

Classifica: Phade 140 energia, Crest 115 energia, Suthi 100 energia, Faràs 95 energia.

Quarta settimana
“Protesto formalmente,” sbotta Fermat, mentre Mivein sghignazza al suo fianco, ebbro di potere e sazio di vittorie, “Il mio popolo non ha avuto la possibilità di governare neanche per un anno! E questo solo perché tu ti annoiavi! Non posso accettarlo.”

“E’ un peccato che non mi interessi cosa puoi o non puoi accettare,” ride la Veggente, dondolando i fianchi mentre ondeggia a destra e a sinistra, “I Phade hanno combattuto con onore ed hanno vinto la guerra. Il comando passa in mano loro.”

“Cos’è, Fermat?” ghigna Mivein, piantandogli giocosamente il gomito nelle costole, “Ti brucia che la tua fidanzatina non faccia favoritismi ed abbia scelto noi invece che voi?”

Fermat lancia un’occhiata alla Veggente e poi abbandona la stanza sbattendosi la porta alle spalle, senza più voltarsi indietro. La Veggente sorride, un po’ tristemente, ma con sollievo. E’ stato meglio che andasse così.

Si dissolve nell’aria, disperdendosi nei cieli della galassia come polvere di stelle per poi ricomparire altrove. “Un posto nuovo!” si dice, annusandosi intorno con eccitazione. Il pianeta è simile a molti altri che ha già visitato, ma l’aria che si respira è elettrica, sa di sangue. In questo luogo, la guerra è già partita prima ancora che lei potesse arrivare a fomentarla. Ora, si dice con un sorriso pericoloso, deve solo renderla più aspra.

Guarda il continente di Leda, le sue Quattro Armate che si contendono il potere mentre lotte intestine per il predominio ne divorano l’unità dall’interno, e non può fare a meno di concedersi un paio di saltelli sul posto, battendo le mani. Anche l’anno prossimo, ci sarà da divertirsi.

Ciascuna squadra ha la facoltà di scegliere il capo della successiva edizione del COW-T completando la missione apposita e scegliendo tra i due prompt, e quindi tra i due capi, possibili.

  • Green Army: Artémis d'Harlequin-Mauilly (prescelta) o Apollon d'Harlequin
  • Brown Army: Reginleif Monndóttir o Forseti Solensson (prescelto)
  • Blue Army: Marina Rojas Muñoz (prescelta) o Gaspard Lozano Cortés
  • Violet Army: Isabella Sanguineto o Cesare Icore (prescelto)

Cambia il sistema di punteggio, che non prende più direttamente il numero di parole postate ma lo converte in “Punti Attacco” o “Punti ATT”. Vengono premiate inoltre le pubblicazioni entro il 4° giorno (+50% ATT) e quelle entro il 6° giorno (+20% ATT).

La settimana viene vinta dalla Green Army, che è anche la squadra con il maggior numero di parole scritte nel corso delle quattro settimane. Per il continuo cambio di ambientazione, non è prevista una premiazione ufficiale.

Avvenimenti successivi

La Landa di Leda (definita successivamente come Terra #42) è l’ambientazione del COW-T #4.

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