PROROGATA FINO ALLE 22 DEL 24/03
Sembra che siano trascorse settimane dal primo scontro. Mentre la folla, ancora attonita, fissa i guerrieri di ambo le parti affrontarsi in combattimenti sempre più aspri e violenti al centro dell’arena, e la sabbia comincia a tingersi di sangue, il sole dà l’impressione di sorgere, attraversare il cielo e tramontare più e più volte. Perfino lo speaker, ormai attonito, ha scelto di sospendere la propria funzione, così come il commento a quanto avviene sul campo di battaglia: non si tratta più della finale di un torneo, ma degli ultimi istanti di una guerra senza frontiere né esclusione di colpi.
Eva Lirica, Pmviira, Gaelin ed Ahm-Gi, possedute da un fuoco la cui intensità è possibile spiegare solo a partire dall’intensità dell’influsso magico di Celestia su di loro, si battono contro gli eroi dell’esercito di Celes senza risparmiarsi. Braccia, spalle, visi coperti di graffi e ferite si avvicendano in un turbinio confuso la cui eco risuona come la voce rombante di una frana nelle orecchie di Celes, che assiste impotente a quel susseguirsi di scontri infruttuosi finché improvvisamente la realtà della loro situazione lo colpisce.
Questi eserciti non sono fatti per prevalere l’uno sull’altro. Come lo Yin e lo Yang, come il giorno e la notte, come il fuoco e il ghiaccio, sono forze di uguale potenza, fatte per alternarsi, non per distruggersi.
Potrebbe osservare i suoi guerrieri combattere, cadere, rialzarsi e soccombere ancora e ancora più di mille volte, e comunque non sarebbe sufficiente per riuscire a vincere. Né a perdere, e porre fine a questa carneficina.
C’è solo una forza che può aiutarlo a ribaltare questa situazione di stallo.
La propria.
